Le parole da corsa

Supplemento al n.1 di Autosprint del 5 gennaio 1988

(clicca qui per l'indice)

Prefazione

         Il linguaggio, si sa, è in continua evoluzione: termini vecchi che scompaiono e parole nuove o nuovi significati che arrivano si inseguono in una veloce staffetta. Se poi il linguaggio preso in esame è quello dell’auto, al normale avvicendamento c’è da aggiungere l’indubbia accelerazione che viene fornita dalla costante evoluzione tecnica. Natural mente l’appassionato vuole sempre essere informato ma non è sempre facile tenere dietro ai tecnici che, si direbbe, progettando un nuovo dispositivo «costruiscono» anche l’espressione necessaria a definirlo. Sovente, ne esce un panorama mutevole con locuzioni che entrano nell’uso comune prima della loro spiegazione. Per ovviare a questo ritardo di... risposta, abbiamo preparato questo «Parole da corsa», una sorta di vero e proprio vocabolario riguardante le parole d’uso più frequente nel mondo dell’automobilismo, sportivo e non. Volutamente abbiamo cercato di dare definizioni molto chiare e, spesso, abbiamo illustrato le voci con foto, schemi o disegni per agevolare la comprensione. Poiché il punto di partenza è squisitamente tecnico, oltre a vocaboli singoli, compaiono anche espressioni più complesse, magari nate per caso in un box i F. 1 o in un’officina, che poi hanno avuto una diffusione più ampia di quella prevista dall’inventore. Potrete così scoprire che la «zampa di ragno» non è una ruga che terrorizza le signore; che «manico» non ha nulla a che vedere con la spazzola; che «l’eccentrico» non è almeno qui, un tipo bizzarro.                                                                                                 Carlo Cavicchi